Love Will Tear Us Apart // 2013-2016




Alessandro Trapezio è un appassionato narratore: ritrae le persone a lui più vicine e immortala la quotidianità di giovani artisti e musicisti. Parla di tempo, memoria, presenza differita; inanella istanti magici che appartengono al passato e che, purtroppo, non torneranno più.
La materia di cui sono fatte le sue storie e gli scatti è “un umore nero”; i suoi lavori parlano di vita vissuta, trascorsa e passata, colta in un attimo meraviglioso e irripetibile. Descrive un’atmosfera conviviale, complice, elettrica e brillante perchè rievoca, con nostalgia, gli anni e i momenti più belli della vita, la giovinezza con la sua follia, l’audacia, la sfrontatezza.
In “Love will tear us apart”, ispirato dalla canzone dei Joy Division, Trapezio predispone un rito collettivo di esternazione ed espiazione, condividendo e concretizzando ciò che rimane dei nostri amori passati. Per primo, espone immagini, oggetti e ricordi di tre relazioni che hanno contraddistinto la sua vita, trasponendo nella realtà la propria “bacheca virtuale”.
Lascia allo spazio e al pubblico i suoi ricordi, in mostra….per un po’. E lascia che le sensazioni riportino alla memoria verità dimenticate, seguendo epifanie inaspettate e agrodolci.
Altrettanto siamo invitati a fare tutti noi partecipanti: durante la serata inaugurale saranno raccolti e archiviati gli oggetti, le immagini, le testimonianze dei nostri amori passati che vorremo condividere apertamente con la comunità, portandoli allo SPAZIOBARNUM. A noi decidere per quanto lasciarli in esposizione. Intanto però Alessandro li fotograferà, per continuare a raccontare e rievocare le sue storie di vite straordinarie, trascorse nell’amore e nella giovinezza. Vissute intensamente ….e ormai andate per sempre.

 di Federica Patti


13 febbraio 2016
Presentazione della mostra e del progetto ad Aulla


Love Will Tear Us Apart, proprio come le storie che racconta, è arrivato alla sua naturale conclusione. La mostra che si inaugura oggi, e che resterà qui ad Aulla in via XX Settembre 38 fino al 28 febbraio, sarà infatti esposta al pubblico per l’ultima volta. Quasi come una storia d’amore, Love Will tear Us Apart è durato diversi anni e, oltre ad Alessandro, ha coinvolto emotivamente molte persone. La mostra fotografica, infatti, comprende le immagini di tre storie d’amore di Alessandro e presenta il risultato di un progetto particolare. Alla prima edizione della mostra, tenuta allo Spazio Barnum di Bologna, i partecipanti sono stati invitati a portare un oggetto che rappresentasse un loro amore ormai finito. È nato così un catalogo, che è poi stato presentato a Fruit Exhibition di Bologna, in cui vediamo quel che rimane di storie altrui. Ciabatte, biglietti aerei, lumache di legno, qualche maglietta… Oggetti di per sé di poco valore ma che rappresentano moltissimo per chi li ha portati e che riescono, in pochi istanti, a trasmettere tanto anche a chi non sa nulla di loro.
Credo sia interessante che l’ultima puntata di questo progetto si svolga proprio ad Aulla. Infatti Alessandro, che ormai vive a Bologna da anni, ci ha tenuto molto a portarlo qui perché Aulla, oltre a essere la sua città di origine, è il luogo in cui tutto ha avuto inizio. È il posto in cui sono cominciate le storie d’amore che le fotografie raccontano, di pomeriggi al bar a confidarsi con gli amici, di mille partenze all’ultimo minuto per Bologna, di saluti interminabili e decisioni sofferte. È un po’ il luogo in cui tutta la nostalgia rappresentata nelle foto trova posto in modo spontaneo.
Le foto, gli oggetti, e forse anche le emozioni che questo progetto suscita, ci ricordano e fanno parte di un tempo che, seppur non troppo lontano, è in qualche misura distante dal modo che abbiamo oggi di trattenere i ricordi. Si tratta infatti di un’era pre-digitale, in cui le foto avevano un grande valore. Un periodo in cui non avevamo un’infinità di giga da riempire di ogni istante, ma in cui i momenti fissati da una foto erano quelli davvero importanti, che ci sarebbero rimasti a lungo e su cui avremo costruito intere idee di persone, luoghi, storie d’amore. Ed è in questo senso che, tramite le sue storie e gli oggetti degli altri, Alessandro riesce a parlare a tutte le persone che hanno vissuto quel periodo. Parla di qualcosa che va oltre le storie finite e che riesce a colpire. Zerocalcare dice che «nessuno guarisce dalla propria infanzia», ecco io penso, invece, che la mostra di Alessandro voglia un po’ aiutarci a guarire dal passato, che ci dica che le cose trascorse restano con noi, non ci abbandonano e, anzi, suggerisce di non preoccuparci perché andare avanti ci permetterà di trovare cose, e persone, che meriteranno di diventare i nostri ricordi.

 di Arianna Manzin


ALESSANDRO TRAPEZIO Love Will Tear Us Apart 2013_2016 è un progetto work in progress di catarsi collettiva a cui puoi partecipare portando al CAMeC un oggetto che ‘parla’ di una tua storia finita.

In “Love will tear us apart”, titolo ispirato alla canzone dei Joy Division, Trapezio da forma a un rito di espiazione collettiva, condividendo e concretizzando ciò che rimane dei nostri amori passati. Per primo espone immagini, oggetti e ricordi di tre relazioni che hanno contraddistinto la sua vita, trasponendo nella realtà la propria ‘bacheca virtuale’.
Lascia allo spazio e al pubblico i suoi ricordi, in mostra…per un po’. E lascia che le sensazioni riportino alla memoria verità dimenticate, seguendo epifanie inaspettate e agrodolci.
Altrettanto siamo invitati a fare tutti noi: a partire da oggi saranno raccolti al CAMeC gli oggetti, le immagini, le testimonianze dei nostri amori passati che vorremo condividere apertamente con la comunità. Gli oggetti saranno esposti sulle terrazze del CAMeC a partire dal 26 agosto (fino al 18 settembre) e fotografati da Alessandro.
Dalle precedenti edizioni del progetto ne è nato un catalogo, presentato a Fruit Exhibition di Bologna, in cui vediamo quel che rimane di storie altrui. Ciabatte, biglietti aerei, lumache di legno, qualche maglietta…oggetti di per sé di poco valore ma che raccontano una storia. Oggetti ‘dolorosi’ che però costituiscono i nostri ricordi.

Alessandro Trapezio (La Spezia, 1981; vive tra Bologna e la Lunigiana) è un appassionato narratore: ritrae le persone a lui più vicine e immortala la quotidianità di giovani artisti e musicisti. Parla di tempo, memoria, presenza differita; inanella istanti magici che appartengono al passato e che, purtroppo, non torneranno più.
La materia di cui sono fatte le sue storie e gli scatti è “un umore nero”; i suoi lavori parlano di vita vissuta, trascorsa e passata, colta in un attimo meraviglioso e irripetibile. Descrive un’atmosfera conviviale, complice, elettrica e brillante perché rievoca, con nostalgia, gli anni e i momenti più belli della vita, la giovinezza con la sua follia, l’audacia, la sfrontatezza.

di Cinzia Compalati, CAMeC, La Spezia, agosto, 2016

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